Siamo nel pieno della rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Dopo l'entusiasmo per i chatbot, l'attenzione si è spostata sugli agenti AI capaci di svolgere compiti per nostro conto. Purtroppo, questi agenti sono ancora acerbi e affidare loro compiti importanti è rischioso. OpenAI ha lanciato Atlas lo scorso anno, rivelatosi moderatamente utile. Ora è il turno di Google. A differenza di Atlas, Auto Browse di Google ha una portata enorme, essendo integrato in Chrome, il browser più utilizzato al mondo. Google ha iniziato a distribuire Auto Browse (in anteprima) questo mese agli abbonati AI Pro e AI Ultra, permettendo loro di inviare l'agente sul web per completare attività. Ho messo alla prova l'agente di Chrome per capire se ci si può fidare per gestire compiti online ripetitivi e poco stimolanti. L'idea è semplice: delegare a Chrome compiti come la ricerca di informazioni specifiche, la prenotazione di un volo o la comparazione di prezzi. Ma funziona davvero? Per ogni test, ho definito il problema da risolvere, il prompt fornito all'agente e valutato la sua performance. Ad esempio, ho chiesto ad Auto Browse di trovare il miglior prezzo per un volo Roma-Milano per il prossimo fine settimana. Il prompt era chiaro e conciso. L'agente ha iniziato la sua ricerca, navigando su diversi siti di comparazione voli. Il risultato? Ha trovato diverse opzioni, ma non sempre le più economiche. Inoltre, ha avuto difficoltà a gestire siti web con design complessi o con molti pop-up. In un altro test, ho chiesto ad Auto Browse di trovare recensioni di un determinato ristorante a Roma. Anche in questo caso, l'agente ha navigato su diversi siti, ma ha faticato a sintetizzare le informazioni in modo efficace. Ha semplicemente elencato una serie di recensioni, senza fornire un riassunto o un'analisi critica. In conclusione, Auto Browse di Google è un agente AI promettente, ma ancora in fase di sviluppo. Ha il potenziale per semplificare la nostra vita online, ma ha bisogno di miglioramenti significativi. Per ora, è meglio considerarlo un assistente che richiede supervisione, piuttosto che un vero e proprio sostituto umano. La strada è ancora lunga, ma l'integrazione nel browser più popolare al mondo gli conferisce un vantaggio significativo rispetto alla concorrenza. Resta da vedere come Google continuerà a sviluppare questo strumento e se riuscirà a renderlo veramente affidabile ed efficiente.